FUTURBIOERBE

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FUTURBIOERBE “PRIMI RISULTATI DELLA SPERIMENTAZIONE AGRONOMICA SU LUPPOLO”

Il 3 agosto 2012 a Fiume Veneto si è tenuto il convegno del progetto Futurbioerbe, con la pesentazione dei dati relativi alla sperimentazione agronomica sul luppolo, sia selvatico che le varietà da birra.

Dopo il saluto delle autorità ha preso la parola il Dr. Costantino Cattivello illustrando il progetto Futurbioerbe ai presenti (di cui il luppolo è solo una delle piante in studio), evidenziandone gli obiettivi e le tecniche sperimentali usate per le diverse specie e la peculiare collaborazione fra gli enti coinvolti.

E’ stato poi invitato il Dr. Giorgio Barbani (ERSA FVG) ad esporre i risultati della sperimentazione sull’orzo distico, un tempo coltivato in regione e comunemente usato per la produzione della birra.

Questo è un breve riassunto della relazione.

“Da anni L’ERSA collabora con l’Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura di Fiorenzuola D’arda (PC) nell’ambito dell’orzo per uso zootecnico ed alimentare (da birra).

Visto l’interesse riservato negli ultimi anni alle produzioni di orzo da birra l’Ersa, nel 2011/2012, ha impostato delle prove varietali su orzi primaverili adatti per la maltificazione. Nel 2011 sono stati realizzati campi sperimentali sia a Fiume Veneto che Palazzolo dello Stella con 13 varietà; mentre nel 2012 a Palazzolo ne sono state seminate  11. I campi sono organizzati in particelle da 20 mq, con tre repliche nell’appezzamento. L’epoca di semina più adatta per questa coltura è nel mese di febbraio (2-3 e 27), con un investimento di 400-450 semi/mq in base al peso di 1000 semi. Per quanto riguarda la concimazione in copertura in tutte le due località non si sono superate le 60 unità di azoto, scelta ponderata dal fatto che concimazioni superiori rischiano di danneggiare il prodotto finale (aumento delle proteine con conseguenti problemi di macinabilità dell’orzo maltato e di intorbidimento della birra).

In queste due annate, differenti per le condizioni climatiche, non si sono riscontrati nè problemi di malattie fungine nè allettamenti tali da danneggiare le qualità del prodotto. Mettendo a confronto le due annate, sono risultate migliori dal puno di vista produttivo le varietà: Tipple, Concerto e Kangoo. Queste varietà hanno confermato, in seguito ad ulteriori analisi di laboratori, anche il buon valore qualitativo. Interessanti risultano anche le varietà Quench, provato solo nel 2011 e le varietà Tunika e Casanova.”

Riferimenti sui dati presentati:

A seguito di questa relazione hanno preso la parola il Dr. Federico Capone e la Dr. Elena Valent andando a presentare le attività svolte su luppolo nell’ambito del progetto Futurbioerbe.

Qui di seguito le slide del convegno: convegno Fiume Veneto (clicca per vederlo)

Il Dr. Stefano Buiatti , docente di tecnica della birra presso l’Università di Udine,  ha  illustrato i dati e le tecniche produttive nei diversi paesi europei, evidenziando le carenze strutturali e di atrezzature presenti in Italia, con le conseguenti difficoltà nella coltivazione del luppolo. La coltivazione del luppolo negli altri paesi costituisce una ottima fonte di reddito.

Al termine delle presentazioni è stata effettuata la visita al ampo sperimentale di Fiume Veneto:

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