FUTURBIOERBE

UNO SGUARDO ALLE TRADIZIONI PER INNOVARE L'AGRICOLTURA!

Alcuni spunti sull’alimentazione in Friuli


Il Friuli Venezia Giulia, per posizione geografica e per eventi storici, è sempre stato un luogo di passaggio, di scambi commerciali e culturali, ma anche un luogo magico in cui i riti pagani e soprattutto celtici hanno radicato l’uso delle erbe spontanee per i riti propiziatori, nell’alimentazione e nella cura di malattie.

Gli ortaggi e le erbe spontanee hanno da sempre rappresentato per la popolazione regionale una fondamentale risorsa alimentare, come documentato da  Antonio Zanon nel suo libro : “Della coltivazione e dell’uso delle patate e d’altre piante commestibili”:

         “Coltivate in Friuli prima delle patate: rape, ramolacci, scorzonere, pastinache, barbabietole”.

L’agricoltura regionale viene raccontata da diversi scrittori: da Carducci ad Ippolito Nievo e da diversi storici.

Nella sezione delle ricette e delle proprietà curative troverete alcune informazioni specifiche per le specie in studio.

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Storicamente la rapa era una delle coltivazioni più importanti per la cucina del Friuli Venezia Giulia, testimoniata dal fatto che compare pure negli stemmi del comune di Ovaro (Udine) e nello stemma del Borgo San Rocco di Gorizia, chiamato anche Borgo degli Ufiei (rape).

Un piatto tipico regionale è la «Brovada», nato dall’esigenza di conservare per molto tempo le rape e sfruttare i residui delle lavorazioni del vino, come le vinacce, o le mele in alta montagna. Il termine brovada deriva dal celtico breowan, che significa bollire, e la prima ricetta di conservazione delle rape con l’aceto risale già al 25 a.C.

Nel 2009 il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali ha riconosciuto la denominazione di origine protetta “Brovada” (Gazzetta n.78 del 3 aprile 2009), la «rapa da brovada» (Brassica rapa L. var. rapa Hart) e’ iscritta al registro regionale per la «tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario e forestale» della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia alla sezione vegetali.

La brovada generalmente veniva preparata ponendo a macerare le radici con le vinacce (trape). Nelle località di montagna (Carnia) mancando le viti, si era soliti inserire nei recipienti della brovada dei pezzi di mela, che conferivano un sapore più gradevole e profumato al prodotto finale. E’ in questo modo che ancor oggi viene preparata e conservata la rapa di Verzegnis, la borvada così ottenuta è chiara ed il sapore acidulo è ingentilito dalla mela.

Borvada con trape di mei

Borvada con trape di mei

Durante i Convegni Futurbioerbe abbiamo avuto modo di offrire degustazioni di questo particolare piatto grazie alla gentile collaborazione con l’az. Agricola F.lli Marzona.

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