FUTURBIOERBE

UNO SGUARDO ALLE TRADIZIONI PER INNOVARE L'AGRICOLTURA!

CREN (Armoracia rusticana)


Nomi comuni

Cren

Rafano rusticano, Armoracia

Famiglia
Brassicaceae

Sinonimi

Nasturtium armoracia Fr.

Nomi locali
Armuassa, Ravanasso (Lig.), Rafano, Ravanet (Piem.), Peverella, Remolass (Lomb.), Jerbe cajarie (Friuli), Crein (Em.), Barbaforte, Erba da scorbuto (Tosc.), Pizzica lingua (Umb.), Rafanu di Spagna (Sic.), Armurata (Sard.)

Etimologia: Il nome generico deriva dal latino”armoricus” = “bretone”, infatti Armorica è una zona della Bretagna, dove la pianta veniva coltivata. Mentre rusticana, forse dal latino rusticus con riferimento al portamento della pianta, nel senso che cresce in modo disordinato, incolto.
Il nome francese Raifort deriva dal latino radix fortis, onde poi barbaforte, mentre cren deriva da Kren-Cren-Crenson dal nome russo della pianta.

Diffusione: È probabilmente originario dell’Europa orientale e dell’Asia; era già coltivato nel XII secolo e ancor oggi è oggetto di coltivazione sia per gli usi culinari che medicinali. Qua e là si è naturalizzato nella zona padana e prealpina, dove cresce spontaneamente presso i corsi d’acqua e nei luoghi umidi in genere, in prossimità delle case e degli orti.

Nella mappa sono indicate le aree in Italia in cui questa specie si può trovare allo stato spontaneo

Mappa habitat tratta dal sito http://www.actaplantarum.org/floraitaliae

È una pianta erbacea vigorosa, glabra, con una grossa radice carnosa a fittone (parte utilizzata della pianta); il fusto, alto fino a 80-100 cm, è semplice in basso e ramificato solo in alto.

RADICE

Le foglie basali sono lunghe fino a 80 cm, di cui 30 cm sono rappresentati dal picciolo; il lembo è ovale- oblungo con il margine semplicemente dentato o crenato oppure profondamente inciso in lobi oblunghi (soprattutto nelle giovani foglie). Le foglie del fusto variano da quelle inferiori, che sono pennatifide con i lobi lineari, a quelle superiori che sono intere o appena dentate e di forma ellittica o lanceolato -lineare.

I fiori compaiono all’inizio dell’estate: si tratta di piccoli fiori bianchi con quattro petali disposti in croce e riuniti tra loro in racemi, caratteristica che permette di distinguere facilmente il cren dal romice, le cui foglie somigliano molto a quelle del rafano.

CREN IN FIORITURA

Il frutto è una siliquetta di 5 mm di diametro che a maturità si apre nelle due logge che contengono ciascuna otto – dieci semi ovali appiattiti.

Coltivazione: Il rafano cresce bene in un terreno asciutto e fertile, in mezz’ombra o in posizione soleggiata, se ben annaffiata. Si moltiplica facilmente per divisione dei cespi, mettendo a dimora parti di radici rizomatose sulle quali siano presenti alcune gemme, perchè i semi sono nella maggior parte dei casi sterili. Le piantine vanno distanziate almeno di una trentina di cm l’una dall’altra, in file distanti 80 cm circa tra di loro.

Patologie: La pianta dimostra di essere suscettibile ad alcune patologie fungine: in particolare botrite (in impianti ad alta densità) ed Albugo candida; ed all’attacco di alcuni insetti, come PHEDON cochleariae un crisomelide defogliatore che si nutre di crucifere spontanee e l’Altica Chaetocnema tibialis. Durante la sperimentazione è stato possibile individuare ecotipi più o meno resistenti a tali patologie.

Raccolta e conservazione: Le radici devono essere raccolte dopo il secondo anno di coltivazione in agosto-ottobre, quando la pianta entra in riposo; si eliminano le radichette laterali.

Le radici perdono rapidamente freschezza e turgore e se non vengono consumate subito possono essere grattuggiate fresche e impiegate nella preparazione di una salsa piccante, da conservare in frigorifero.

Consumo: Meno conosciuta di altri condimenti per pietanze a base di carne, la salsa di Cren è in realtà una ricetta presente da tempo nella tradizione culinaria di varie regioni italiane, in particolare: Veneto, Trentino, Friuli Venezia Giulia e Emilia Romagna. Conosciuta e utilizzata anche all’estero (Austria, Ungheria, ecc..), il suo sapore forte accompagna preparazioni a base di carne, come il bollito, il roast-beaf, le carni alla griglia, ma anche il pesce e le uova. Nella tradizione gastronomica tedesca la salsa al rafano è servita con le salsicce e i bolliti e accompagna spesso i piatti a base di uova

Usi erboristici: Note fin dagli antichi le notevoli proprietà racchiuse in questa pianta, utilizzata usata come cibo e medicine per aumentare l’appetito, e le malattie gastrointestinali, malattie del fegato, dei reni e della vescica, malattie polmonari, infiammazione delle vie respiratorie superiori, gotta, reumatismi, radicolite, il trattamento delle ferite purulente e il cancro.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 28/08/2012 da in Agricoltura, Ambiente e Biodiversità, tecnologie alimentari, Tradizioni, Uncategorized.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: